L'effetto del discorso di Pietro

ATTI DEGLI APOSTOLI
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:37-47

 

 

Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»

E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà».

E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».

Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.

Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli.

Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.

Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.

 

***

 

Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»

 

L'uomo può far molto per invitare i peccatori a rientrare in se stessi e cercare il loro Dio; il ragionamento umano può far molto per illuminare e convincere l'intelletto; ma il modo più efficace a suscitare nei cuori un dolore intenso e sincero dei peccati commessi, rimarrà pur sempre quel gran modo di Pietro, che consiste nel mettere davanti agli occhi del peccatore il Crocifisso e nel dirgli: "Quel Giusto, che non conobbe né commise mai peccato, muore sulla croce; e sulla croce l'hanno portato i tuoi peccati!".

 

…essi furono compunti nel cuore (κατενυγησαν την καρδιαν )

Gli uditori del primo discorso di Pietro, non rimasero indifferenti di fronte a quelle parole, eppure facevano parte di un “popolo dal collo duro”, un popolo che aveva appena consegnato Gesù Cristo in mano ai romani per la crocifissione… …quante volte noi pensiamo, più o meno a ragione, che la gente intorno a noi non riceva più il messaggio di Dio!

Certo l’apostolo Paolo stesso dirà a Timoteo:

Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza.

(2 Timoteo 3:1-5)

…ma noi dobbiamo essere perseveranti nel seminare il regno di Dio!

 

Questi uomini comunque furono trafitti nel cuore.

Significa proprio essere trapassati con un ago, o con uno strumento affilato.

La parola di Dio annunciata da Pietro fu davvero in questo caso "più acuta di qualunque spada a due tagli" (cfr Ebrei 4:12).

Ella scosse le coscienze degli uditori, che sentirono tutto il male che avevano fatto, disprezzando ed uccidendo il loro Messia.

Ma non fu soltanto un momento di forte emozione, fu un momento di presa di coscienza e di volontà.

 

Fratelli, che dobbiamo fare?

Questo appellativo "uomini fratelli", come dice il greco, esprime tutta la fiducia che gli uditori ripongono in Pietro e negli apostoli.

Sono come naufraghi, che, consci della gravità del pericolo che corrono, si gettano con totale fiducia nelle braccia di chi ha loro dimostrato di conoscere la strada per condurli alla riva della salvezza.

La profondità della ferita prodotta nel cuore degli uditori dal discorso di Pietro, è messa in evidenza dalla domanda degli uditori stessi: - "che dobbiamo fare?"

Le anime che giungono a questo grido, sono anime la cui coscienza di una vita ogni giorno vissuta contro Dio, è stata trafitta e che trema, pensando a quel giusto Giudice, che vedono adirato.

Sono anime pronte a qualunque rinuncia; anime, che hanno il solo desiderio di arrendersi e cambiare totalmente vita.

 

***

 

E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

 

Ravvedetevi, dice l'apostolo; confessate pubblicamente per mezzo del battesimo la vostra fede, e voi giungerete ad ottenere la remissione dei peccati e il dono dello Spirito Santo.

Ravvedetevi!

Il ravvedimento è e rimane il primo passo della conversione.

Non ci può essere conversione se non c’è ravvedimento.

Non ha senso il battesimo se non c’è ravvedimento.

Non ha senso parlare di santificazione se non c’è ravvedimento.

Quante volte si bruciano le tappe nella conversione cristiana e poi si raccolgono i danni di false conversioni… …magari anni e anni dopo!

La parola greca vuol dire cambiate modo di pensare”; ed implica che il pensiero che fin a quale momento ha regolato la vita morale degli uditori, dev'essere radicalmente cambiato.

Il ravvedimento non consiste in qualche "penitenza esterna" che un direttore spirituale qualunque ordina nel buio del confessionale; come non consiste, neppure nello spavento che la coscienza prova, pensando alle conseguenze del male compiuto; il ravvedimento vero consiste nel dolore che proviamo al pensiero d'avere offeso quel Dio che ci ha tanto amati, e nel proponimento fermo, risoluto, sincero, irremovibile che facciamo, di lasciare il male e di metterci sulla via del bene.

L'apostolo ordina anche che ciascuno sia battezzato nel nome di Gesù Cristo ( επι τω ονοματι Ιησου Χριστου... l'atto esterno, il battesimo, che deve provare la sincerità della fede di colui che si appoggia sul nome di Cristo: επι τω ονοματι ecc.).

Il battesimo è un comando per tutti!

Ciascun cristiano deve essere battezzato, non è un passo facoltativo o secondario, è un ordine di Gesù Cristo stesso:

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente

(Matteo 28:19-20)

 

Il battesimo quindi è un passo obbligato, ordinato dal Signore e fa parte del Suo insegnamento fondamentale.

Non insegnare questo e non compiere questo atto (per un cristiano), è un primo atto di disubbidienza palese al Signore!

Nessun primo convertito di quei primi anni si sarebbe sognato di soprassedere a questo comando… …come mai oggi siamo invece così refrattari a sottometterci a tale comando?

Ricordiamoci che Gesù disse:

E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.

Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. (Marco 16:15-16)

 

Il battesimo non salva, questo sembra essere vero, ma l’essere deliberatamente disubbidienti… ...a ciascuno le proprie conclusioni!

Il battesimo è un atto, per cui chi lo compie confessa pubblicamente la sua fede in Cristo; lo riconosce per suo personale Salvatore, e s'impegna a consacrarsi a Lui, come al suo Signore e Messia.

Tutto questo è implicato nella frase: nel nome di Gesù Cristo.

A chi si ravvede e riceve in questo senso il battesimo, sono promesse due importantissime cose: la remissione dei peccati e il dono dello Spirito Santo.

La remissione dei peccati ( αφεσις των ἁμαρτιων) è il cancellamento completo, assoluto, di tutti i peccati; non è il "lasciar correre", il "metter da parte", la praetermissio ( παρεσις) dei peccati (come troviamo invece in Romani 3.25, dove si parla della tolleranza verso i peccati commessi nell’ignoranza); è il radicale togliere di mezzo tutti i peccati, "fossero pure rossi come la porpora" (cfr Isaia 1:18); in modo che non tornino più indietro.

 

***

 

Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà».

E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».

 

…il dono dello Spirito Santo a voi; cioè, a voi, israeliti.

…ai vostri figli; vale a dire, ai vostri discendenti, alle generazioni che verranno dopo di voi.

I genitori cristiani che educano i loro figliuoli per consacrarli a Dio, sono incoraggiati e nel loro arduo lavoro da questa verità del testo: che Dio non cerca di meglio che di perpetuare di età in età le benedizioni concesse ai padri ed alle madri.

…per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà

La promessa non è per tutti indistintamente; è per quelli che Iddio chiama.

E Dio, nella sua Provvidenza, chiama tutti; Egli non ha per tutti la medesima ora, ma ha un'ora per tutti.

…con molte altre parole...

Il discorso che abbiamo qui studiato, non è tutto il discorso di Pietro: non ne è che lo schema, uno schizzo.

…Salvatevi da questa perversa generazione.

Ovvero: Tiratevi fuori! (Chiesa significa proprio chiamati fuori)

Vale anche dire: Guardatevi dalle tristi influenze di questa perversa generazione; di questa perversa razza di israeliti, fra i quali vivete.

…perversa:

refrattaria, recalcitrante ad ogni buon insegnamento, possiamo vedere queste qualità negative nelle Parole che gli stessi apostoli udirono da Gesù:

Ma a chi paragonerò questa generazione? È simile ai bambini seduti nelle piazze che gridano ai loro compagni e dicono: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; abbiamo cantato dei lamenti e non avete pianto".

Difatti è venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "Ha un demonio!"

È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco un mangione e un beone, un amico dei pubblicani e dei peccatori!" Ma la sapienza è stata giustificata dalle sue opere».             (Matteo 11:16-19)

 

Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona. Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c'è più che Giona! La regina del mezzogiorno comparirà nel giudizio con questa generazione e la condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c'è più che Salomone!     (Matteo 12:39-42)

 

Quando si fa sera, voi dite: "Bel tempo, perché il cielo rosseggia!" e la mattina dite: "Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!" L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli? Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona». E, lasciatili, se ne andò. (Matteo 16:2-4)

 

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! (Matteo 23:37)

 

Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli (Marco 8:38)

 

Salvatevi da questa perversa generazione, esclama Pietro ancora oggi!

 

Le condizioni per essere ammessi alla Chiesa non stanno tanto nella conoscenza quanto nella vita.

La conoscenza intellettuale e sperimentale delle grandi verità dell'Evangelo sono cose progressive; cose lente; cose di tutta quanta l'esistenza; non si può pretendere quindi che chi si presenta a noi per essere ammesso alla Chiesa, conosca già tutto e profondamente.

Basterà, per questo, che abbia la conoscenza elementare dei tremila; ma questa conoscenza elementare deve essere confermata da un ravvedimento (cambiamento di pensiero) e dal il battesimo (conferma pubblica di tale posizione), altrimenti è inutile proseguire in una più profonda conoscenza se non siamo disposti ad ubbidire a questo primo comando divino!

 

***

 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.

 

erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli

Questa perseveranza è il risultato di una fame spirituale di una persona viva, che richiede con bramosia cibo per crescere, un corpo in rapido sviluppo.

Essi erano perseveranti nell’ascoltare l'insegnamento impartito loro dagli apostoli per progredire nella conoscenza di Dio e di Cristo.

Paolo scriverà ai romani:

Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. (Romani 10:17)

 

Essi erano assidui a quelle riunioni nelle quali essi s'incoraggiavano, si esortavano e si ammaestravano a vicenda.

La Chiesa primitiva non era soddisfatta di quel che già sapeva; voleva crescere nella conoscenza di Dio; e non una parola usciva dalle labbra degli apostoli, che non fosse subito raccolta, meditata, assimilata da quelle anime assetate delle cose di Dio.

Quei primi fratelli si sentivano deboli e si radunavano per fortificarsi assieme.

La Chiesa primitiva bramava ascoltare l’insegnamento degli apostoli!

Non si accontentava di andare al culto una volta alla settimana, per mettere a posto la coscienza… …tutto questo è solo inutile religiosità, dobbiamo ammetterlo e farci domande serie:

-          Ho fame dell’insegnamento della Parola?

-          Bramo la conoscenza della Parola di Dio?

Se non abbiamo questa ESIGENZA, facciamo attenzione… …forse non siamo in buona salute…

Paolo raccomandava così all’amato Timoteo:

Òccupati di queste cose e dèdicati interamente ad esse perché il tuo progresso sia manifesto a tutti. Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano. (1 Timoteo 4:15-16)

 

…erano perseveranti nella comunione fraterna

La comunione fraterna non è un’optional, è anche questa una diretta conseguenza dell’essere nati di nuovo.

L’apostolo Paolo ci conferma che la comunione fa parte integrante della chiamata di Dio:

Fedele è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo, nostro Signore. (1 Corinzi 1:9)

 

La comunione fraterna è però disciplinata ed ha precise condizioni:

Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.

Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. (1 Giovanni 1:6-7)

 

…erano perseveranti nel rompere il pane

Essi erano assidui nel rompere il pane, che è nel Nuovo Testamento il modo più antico di significare la Cena del Signore.

È, molto probabile, che la Cena del Signore fosse dai primi convertiti celebrata ad ogni loro pasto serale, i discepoli si radunavano per i loro pasti e li concludevano, molto probabilmente, con la commemorazione della morte del Signore.

La commemorazione della morte di Gesù si celebrava nella Chiesa primitiva ogni volta che i fratelli si radunavano per offrire a Dio il loro culto.

Essa era “l'Evangelo in simboli”; l'Evangelo, cioè, che, dopo essere stato annunciato  in parole, veniva annunciato per via dei simboli del pane e del vino; era un atto semplice, che non richiedeva né apparato di forme, né persone ecclesiasticamente qualificate per amministrarlo; era un atto così semplice, che nel santuario domestico stesso poteva essere santamente celebrato.

 

…erano perseveranti nelle preghiere

Essi erano assidui nelle preghiere, che in tutta la loro grande varietà salivano a Dio come un profumo d'odor soave.

Il desiderio di “parlare” al Signore come uno stesso popolo è un sano desiderio per il credente, anzi ne è una necessità!

Gesù Cristo stesso dedicava gran parte del Suo tempo alla preghiera:

Dopo aver congedato la folla, si ritirò in disparte sul monte a pregare.

E, venuta la sera, se ne stava lassù tutto solo. (Matteo 14:23)

 

In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio.

(Luca 6:12)

 

Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, e salì sul monte a pregare. (Luca 9:28)

 

Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». (Luca 11:1)

 

Le lettere degli apostoli sono ricce di esortazioni circa la preghiera perseverante dei cristiani.

pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza.

Pregate per tutti i santi… (Efesini 6:18)

 

…non cessate mai di pregare… (1 Tessalonicesi 5:17)

 

***

 Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli.

 

Luca, con questa espressione, vuole descrivere la impressione che questo risveglio religioso produceva sugli animi di tutti.

Tutti erano invasi da un sentimento misto di riverenza e di timore (verso. 43); capivano che in tutto quello che avveniva sotto ai loro occhi, c'era qualcosa di straordinario, di soprannaturale; e il popolo li circondava di rispetto e li guardava di buon occhio (verso. 47 a); e fra i tanti, ogni giorno qualcuno si arrendeva alla evidenza dei fatti, si decideva per il Signore, ed era dal Signore aggiunto alla Chiesa (verso. 47 b).

I segni sono tutte le prove che della legittimità della missione apostolica Dio dava in via soprannaturale per mezzo degli apostoli stessi.

Di questi segni e di questi miracoli vedremo degli esempi nei capitoli seguenti.

 

***

 Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

 

Questo irrefrenabile desiderio di comunione fraterna porta i primi convertiti alla costituzione di una vera e propria “famiglia”, nella quale si condivide tutto, dalle cose concernenti lo Spirito a quelle concernenti l’aspetto proprio dell’uomo.

Per quanto riguarda l’aspetto spirituale, questo desiderio è “protetto” dalla Volontà di Dio:

Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune.

(1 Corinzi 12:7)

 

Per quanto riguarda invece l’aspetto prettamente “umano”, tale desiderio è facilmente corrotto dal peccato e, come vedremo nel prosieguo questo “idillio” verrà poi interrotto.

Vi è poi da considerare quanto questo atto “volontario” era un sintomo della attesa imminente del ritorno del Signore… …essi agivano così in quanto aspettavano l’imminente ritorno del Signore Gesù!

 

***

 E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.

 

(ησαν επι το αυτο); erano uniti in una medesima cosa; formavano una cosa sola; vivevano assieme.

Il concordi è nel greco un avverbio ( ὁμοθυμαδον) che vuol dire: unanimemente.

 

ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio alle ore stabilite per la preghiera Atti 3:1; 10:9 ecc.

 

Siamo ai giorni dell'infanzia della Chiesa.

La Chiesa nasce all'ombra del Tempio, che le fu più matrigna che madre.

Ci vorrà del tempo prima che la Chiesa si emancipi completamente dal giudaismo; e siccome non c’è emancipazione che non sia stata preparata dal sangue, vedremo più avanti Paolo diventare l'eroe di quella emancipazione, che Stefano ha cominciata davanti ai suoi occhi.

Qui Luca ci presenta la Chiesa in un momento storico importantissimo.

I convertiti di questo momento storico adorano l'Iddio dei padri loro nel Tempio con tutti gli altri pii giudei, ed al tempo stesso formano quella vivente comunità cristiana, che abbiamo in questi versetti ammirata.

 

rompevano il pane nelle case

Il rompere il pane, come ho notato già al ver. 42, accenna alla commemorazione dell'ultima cena del Maestro coi suoi.

Il tempio era il santuario comune, la casa era il loro santuario domestico, privato; non a parole, come è spesso ai nostri giorni; ma per davvero, e nel senso più alto e spirituale della espressione.

 

prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore

Il sentimento che caratterizzava la Chiesa primitiva era la gioia!

Lo stare insieme raccolti davanti alla Parola di Dio, la comunione fraterna, il rompere il pane, il lodare Dio, il pregare insieme… …era una gioia!

Lo è per noi?

Chi meglio del cristiano può godere pienamente dei beni temporali?

In ogni cosa egli vede un dono del suo Padre celeste; e godendo dei Suoi doni, egli "gusta quanto sia buono il Signore" (cfr 1 Pietro 2:3).

 

Con semplicità di cuore; vale a dire, con cuor puro e sincero, contento di quel che Dio manda, e libero di ogni bramosia di quel "superfluo" che il mondo agogna, ma che è purtroppo sovente la rovina della vita dello spirito, infatti Paolo scriverà così a Timoteo:

La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno.

Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti.

Invece quelli che vogliono arricchire cadono vittime di tentazioni, di inganni e di molti desideri insensati e funesti, che affondano gli uomini nella rovina e nella perdizione.

Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori.  (1 Timoteo 6:6-10)

 

…lodando Dio;

ovvero benedicendolo, cioè, ringraziandolo, esaltandolo per tutte le sue grandi benignità.

 

…godendo del favore di tutto il popolo.

E’ impossibile che uno spettacolo edificante come quello che i primi convertiti offrivano, non facesse una qualche solenne impressione su quelli che li circondavano.

 

***

 Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.

 La Chiesa (chiamata ancora “comunità”) è la società dei credenti; è la riunione dei salvati.

Essa non può salvare!

È a Gesù Cristo e non alla Chiesa che dobbiamo rivolgerci se vogliamo esser salvati; e quando, per la fede in Cristo, abbiamo ricevuto la salvezza, è allora che diventiamo per diritto e di fatto dei membri della Chiesa.

Pietro lo ribadirà molto presto:

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. (Atti 4:12)

 

E Paolo lo confermerà a Timoteo:

Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo, e della quale io fui costituito predicatore e apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verità.  (1 Timoteo 2:5-7)

Gianni Marinuzzi