Salmo 34 - Davide in fuga da Saul si finge pazzo

 

   

 Il riferimento al contesto:

Allora Davide si alzò, e quel giorno riprese a fuggire lontano da Saul e andò da Achis, re di Gat.  I servi del re dissero ad Achis: «Non è questi Davide, il re del paese?

Non è egli colui del quale si cantava nelle danze: "Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila?"»

Davide si tenne in cuore queste parole e temette Achis, re di Gat.

Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava dei segni sui battenti delle porte e si lasciava scorrere la saliva sulla barba.

Achis disse ai suoi servitori: «Guardate, è un pazzo. Perché me l'avete condotto?

Mi mancano forse dei pazzi, che mi avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!»

 (1 Samuele 21:10-15)

 

***

In tutta la parola di Dio, Davide è un'immagine, un esempio dell'uomo che, pur nella sua debolezza, ha un cuore per Dio, il tipo di colui che “si comportò bene” (eccetto che per il peccato di Bat-Sceba ed Uria!):

...Davide aveva fatto ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE, e non si era scostato in nulla dai suoi comandamenti per tutto il tempo della sua vita, salvo nel fatto di Uria, l'Ittita.  (1 Re 15:5)

 

Fin dal giorno in cui Samuele versò l'olio sul suo capo, ungendolo re sopra Israele ",lo Spirito del SIGNORE investì Davide" (cfr 1 Samuele 16:13).

 

È detto anche che "Saul aveva paura di Davide, perché il SIGNORE era con lui e si era ritirato da Saul , Davide riusciva bene in tutte le sue imprese e il SIGNORE era con lui.

Saul vide e riconobbe che il SIGNORE era con Davide" (cfr 1 Samuele 18:12,14,28).

Nonostante tutto questo, Davide si trovò ad avere come nemico il re del suo popolo, senza un motivo, e poteva chiedersi (come noi al suo posto) a cosa gli era servita tutta la sua giustizia!, guai da ogni parte!, ma nonostante questa situazione Dio era sempre con lui.

Facciamo un passo indietro, ritorniamo a quando Davide rimaneva saldo davanti al gigante Golia, le folle che acclamano: "Davide ha ucciso i suoi diecimila", adesso Davide trema di paura, al punto che, non vedendo via d’uscita, per salvare la pelle finge di essere pazzo!

Ora Davide, esposto a diverse paure, pensa al giorno della sua unzione, ,e magari in cuor suo dice: "Signore, non è possibile che tu sia con me. Non posso essere l'unto. Tutto va storto! È inutile. Sono costretto addirittura a passare dalla parte del nemico.”

Ma il Signore non aveva dimenticato Davide neanche per un momento, "lo Spirito del Signore fu sopra Davide"

Perché allora le cose andavano storte a Davide?

Perché era alla scuola dello Spirito Santo!

Dio stava formando il carattere di Davide, e solo le difficoltà, le prove possono realizzare questo.

Saul era partito bene, ma cadde presto perché non era stato provato, Dio invece cercava un uomo del quale potesse fidarsi, un uomo col quale potesse costruire una casa duratura.

Dio avrebbe potuto mandare degli angeli, avrebbe potuto mandare un esercito celeste per tenere Davide fuori da tutti quei guai, invece, li permise tutti, in modo che Davide giungesse alla fine delle sue forze e si rimettesse completamente nel Signore imparando così a confidare solo in Lui.

Se Davide non fosse stato così provato, non avremmo nessuno di quei grandi Salmi di speranza e fede, e se egli non fosse stato provato, i Salmi (compreso questo che ci accingiamo a studiare) non sarebbero che teologia morta!

Non ci fu mai un attimo nel quale lo Spirito Santo non rimase con Davide e l’espressione di lode di Davide ne è la prova.

 

***

Il salmo:

Di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelec e, scacciato da lui, se ne andò.

Io benedirò il SIGNORE in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca.

Io mi glorierò nel SIGNORE; gli umili l'udranno e si rallegreranno.

Celebrate con me il SIGNORE, esaltiamo il suo nome tutti insieme.

Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore.

Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione.

Quest'afflitto ha gridato, e il SIGNORE l'ha esaudito; l'ha salvato da tutte le sue disgrazie.
L'angelo del SIGNORE si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.

Provate e vedrete quanto il SIGNORE è buono!

Beato l'uomo che confida in lui.

Temete il SIGNORE, o voi che gli siete consacrati, poiché nulla viene a mancare a quelli che lo temono.

I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il SIGNORE.
Venite, figlioli, ascoltatemi; io v'insegnerò il timor del SIGNORE.

Chi è l'uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?

Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.

Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa.

Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido.

Il volto del SIGNORE è contro quelli che fanno il male per cancellare dalla terra il loro ricordo.
I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie.

Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.

Molte sono le afflizioni del giusto; ma il SIGNORE lo libera da tutte.

Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno.

La malvagità farà perire il malvagio, quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli.
Il SIGNORE riscatta la vita dei suoi servi, nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.

(Salmo 34)

 

Possiamo dividere questo salmo in tre sezioni:

- LA FEDELTA’ DI DIO VERSO COLORO CHE CONFIDANO IN LUI (versi 1-10)

- LE BENEDIZIONI DI DIO VERSO COLORO CHE AMANO E RICERCANO LA GIUSTIZIA (versi 11-21)

- LA PROMESSA DI Dio (verso 22)

 

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- LA FEDELTA’ DI DIO VERSO COLORO CHE CONFIDANO IN LUI

Io benedirò il SIGNORE in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca.

Io mi glorierò nel SIGNORE; gli umili l'udranno e si rallegreranno.

Celebrate con me il SIGNORE, esaltiamo il suo nome tutti insieme.

Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore.

Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione.

Quest'afflitto ha gridato, e il SIGNORE l'ha esaudito; l'ha salvato da tutte le sue disgrazie.
L'angelo del SIGNORE si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera.

Provate e vedrete quanto il SIGNORE è buono!

Beato l'uomo che confida in lui.

 

Io benedirò il SIGNORE in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca,

 

Davide ha sperimentato la fedeltà di Dio in ogni tempo, anche in quei momenti dove sembra non esserci più speranza, dove le nostre forze non ci sono più, dove la sua fiducia (che lo aveva sostenuto davanti a Golia o lo aveva fatto reggere davanti alle prime avvisaglie delle gelosie di Saul) non era più così stabile, in tutto questo ora riconosce che Dio è con lui.

Viene in mente cosa disse Gesù agli apostoli ed in particolare a Pietro, prima del Suo arresto:

Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno. (Luca 22:31-32)

 

Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?»

Gesù rispose: «Dove vado io, non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi».

Pietro gli disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!»

Gesù gli rispose: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte.

Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! (Giovanni 13:36 / 14:1)

 

Vista la fedeltà di Dio in ogni tempo, ora Davide dichiara che la sua lode sarà sempre nella sua bocca, non solo nel suo cuore, altrimenti gli umili non potranno udire e rallegrarsi con lui.

 

Io mi glorierò nel SIGNORE; gli umili l'udranno e si rallegreranno,

 

La lode espressiva sulla bocca di Davide è una testimonianza di gloria, una gloria che va a Dio, se un uomo si gloria della propria forza, ,richiama l’attenzione dei presuntuosi, di coloro che, come lui, vogliono gloriarsi di sé stessi.

Ma se ci gloriamo nel Signore, nella Sua forza, saremo di incoraggiamento e di esempio per coloro che sono umili, porteremo loro una speranza e potremmo rallegrarli.

Coloro che hanno trovato la forza nel Signore, non si vantano più della loro forza, e Paolo scrive proprio così ai fratelli di Corinto che, nella loro carnalità, non avevano ancora realizzato pienamente questo:

Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di questo secolo?

Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo?

Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.

I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio.

Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché, com'è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore». (1 Corinzi 1:20-31)

 

Poiché noi non abbiamo il coraggio di classificarci o confrontarci con certuni che si raccomandano da sé; i quali però, misurandosi secondo la loro propria misura e paragonandosi tra di loro stessi, mancano d'intelligenza.

Noi, invece, non ci vanteremo oltre misura, ma entro la misura del campo di attività di cui Dio ci ha segnato i limiti, dandoci di giungere anche fino a voi.

Noi infatti non oltrepassiamo i nostri limiti, come se non fossimo giunti fino a voi; perché siamo realmente giunti fino a voi con il vangelo di Cristo.

Non ci vantiamo oltre misura di fatiche altrui, ma nutriamo speranza che, crescendo la vostra fede, saremo tenuti in maggior considerazione tra di voi nei limiti del campo di attività assegnatoci, per poter evangelizzare anche i paesi che sono di là dal vostro senza vantarci, nel campo altrui, di cose già preparate.

Ma chi si vanta, si vanti nel Signore. Perché non colui che si raccomanda da sé è approvato, ma colui che il Signore raccomanda.(2 Corinzi 10:12-18)

 

Paolo ha un solo vanto, in Cristo Gesù:

...i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne. (Filippesi 3:3)

 

E per questo ci invita a fare altrettanto: Chi si vanta, si vanti nel Signore» (cfr 1 Corinzi 1:31)

 

Quando un uomo si gloria o si vanta nel Signore, rallegra il cuore dei fratelli, non solo… porta i fratelli stessi ad unirsi alla lode.

 

Celebrate con me il SIGNORE, esaltiamo il suo nome tutti insieme.

 

Se la lode è l’espressione del singolo, la celebrazione e la esaltazione è l’espressione di lode collettiva, tutti insieme.

In questi primi versi Davide vuole invitare l’assemblea dei fedeli a lodare insieme il Signore per la protezione ricevuta in un particolare momento di paura, il giorno della paura (cfr Salmo 56:3), per questo racconta quale sia stata la sua liberazione:

Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore

 

La testimonianza personale di Davide è reale, non è una espressione vaga.

Egli, in fuga da Saul, davanti al quale egli non voleva alzare nemmeno un dito, ,era il suo re, il re del popolo di Israele, ,e solo Dio poteva permettersi di intervenire contro di lui, tutto questo lo spingeva ad una fuga da uomo disperato, in questa fuga disperata si era rifugiato nel paese nemico dei filistei e qui era stato riconosciuto come colui che aveva ucciso i suoi diecimila (filistei), era terrorizzato dal re Achis (qui chiamato Abimelec in quanto molti re di origine cananea portavano questo nome).

 

 

Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione.

Quest'afflitto ha gridato, e il SIGNORE l'ha esaudito; l'ha salvato da tutte le sue disgrazie

 

Lo sguardo di Davide era rivolto verso Dio, verso l’Eterno, ,verso Colui che sapeva tutto il passato, il presente ed il futuro, verso Colui che sarebbe stato con Lui per sempre come lo era stato in passato, ma lo era anche nel presente, e Lui Lo guarda e da Lui viene illuminato, comprende il Suo disegno

quante volte l’uomo di Dio passa per delle esperienze davanti alle quali non comprende subito, non riesce a discernere nell’immediato a riconoscere la mano di Dio su di lui, ma poi quando incrocia lo sguardo del Signore, viene illuminato ed il suo volto fa trasparire la sicurezza che gli infonde!

 

Egli ora testimonia che l’Eterno ha sentito il suo grido, lo ha esaudito, lo ha salvato da tutte le sue disgrazie!

Ora Davide può dire che l’angelo del SIGNORE si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera, e può così testimoniare in modo efficace, per esperienza diretta:

Provate e vedrete quanto il SIGNORE è buono! Beato l'uomo che confida in lui

 

A queste stesse conclusioni giunse Asaf, dopo aver invano cercato di riflettere con i propri ragionamenti:

Certo, Dio è buono verso Israele, verso quelli che sono puri di cuore.

Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero.

Poiché invidiavo i prepotenti, vedendo la prosperità dei malvagi.

Poiché per loro non vi sono dolori, il loro corpo è sano e ben nutrito.

Non sono tribolati come gli altri mortali, né sono colpiti come gli altri uomini.

Perciò la superbia li adorna come una collana, la violenza li avvolge come un manto.

Gli occhi escono loro fuori dalle orbite per il grasso; dal cuor loro traboccano i cattivi pensieri.

Sbeffeggiano e malvagiamente progettano d'opprimere; parlano dall'alto in basso con arroganza.

Alzano la loro bocca fino al cielo, e la loro lingua percorre la terra.

Perciò il popolo si volge dalla loro parte, beve abbondantemente alla loro sorgente, e dice: «Com'è possibile che Dio sappia ogni cosa, che vi sia conoscenza nell'Altissimo?»
Ecco, costoro sono empi; eppure, tranquilli sempre, essi accrescono le loro ricchezze.

Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell'innocenza!

Poiché sono colpito ogni giorno e il mio tormento si rinnova ogni mattina.

Se avessi detto: «Parlerò come loro», ecco, avrei tradito la stirpe dei tuoi figli.

Ho voluto riflettere per comprendere questo, ma la cosa mi è parsa molto ardua, finché non sono entrato nel santuario di Dio, e non ho considerato la fine di costoro.

Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli, tu li fai cadere in rovina.

Come sono distrutti in un momento, portati via, consumati in circostanze orribili!

Come avviene d'un sogno quand'uno si sveglia, così tu, Signore, quando ti desterai, disprezzerai la loro vana apparenza.

Quando il mio cuore era amareggiato e io mi sentivo trafitto internamente, ero insensato e senza intelligenza; io ero di fronte a te come una bestia.

Ma pure, io resto sempre con te; tu m'hai preso per la mano destra; mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella gloria.

Chi ho io in cielo fuori di te? E sulla terra non desidero che te.

La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno.

Poiché, ecco, quelli che s'allontanano da te periranno; tu distruggi chiunque ti tradisce e ti abbandona.

Ma quanto a me, il mio bene è stare unito a Dio; io ho fatto del Signore, di Dio, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue. (Salmo 73)

 

***

Temete il SIGNORE, o voi che gli siete consacrati, poiché nulla viene a mancare a quelli che lo temono.

I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il SIGNORE.

 

Sperimentare realmente e profondamente la protezione del Signore verso i Suoi, deve portare a temerLo, non ad insuperbirsi o adagiarsi in uno stato di tolleranza verso il male, ,cosa che purtroppo avviene quando viene presentato un vangelo “depotenziato” (cfr Romani 1:16).

Paolo parla di questo aspetto nella lettera ai romani, portando l’esempio del popolo di Israele:

Bene: essi sono stati troncati per la loro incredulità e tu rimani stabile per la fede; non insuperbirti, ma temi.

Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppure te.

Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso. (Romani 11:20-22)

 

L’Ecclesiaste ci insegna che temere Dio ed osservare iSuoi comandamenti è il tutto dell’uomo, ,ovvero la sua massima realizzazione:

Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo. 

Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male. (Ecclesiaste 12:15-16)

 

Gli effetti della bontà di Dio sono dimostrati nella sua premura presente e futura per il Suo gregge, Gesù si definì il Buon Pastore, Colui che mette la Sua vita per le pecore:

Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.

Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde), perché è mercenario e non si cura delle pecore.

Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. (Giovanni 10:11-15)

 

E da Buon Pastore si preoccupa di ogni cosa per le Sue pecore, che Lo riconoscono:

Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.

Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme.

Egli mi ristora l'anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.

Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca.

Certo, beni e bontà m'accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del SIGNORE per lunghi giorni. (Salmo 23)

 

E sta preparando la dimora per quei lunghi giorni:

Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?

Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi  (Giovanni 14:2-3)

 

Se da un lato il Signore mostra tutta la Sua bontà verso coloro che hanno il cuore per Lui, non passerà sopra l’ostinatezza del peccatore che si arrocca nella sua posizione di impenitente:

Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra.

La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro.

E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono.

I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere.

Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. (Apocalisse 20:11-13)

 

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- LE BENEDIZIONI DI DIO VERSO COLORO CHE AMANO E RICERCANO LA GIUSTIZIA

 

Venite, figlioli, ascoltatemi; io v'insegnerò il timor del SIGNORE.

 

Il timore del Signore si impara, conoscendo la Sua Parola ed acquistando Saggezza, per avere rifugio, protezione e benedizioni in Dio!

Nel Libro dei Proverbi lo troviamo spiegato:

Il timore del SIGNORE è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la saggezza e l'istruzione. (Proverbi 1:7)

 

Figlio mio, se ricevi le mie parole e serbi con cura i miei comandamenti, prestando orecchio alla saggezza e inclinando il cuore all'intelligenza; sì, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all'intelligenza, se la cerchi come l'argento e ti dai a scavarla come un tesoro, allora comprenderai il timore del SIGNORE e troverai la scienza di Dio.

Il SIGNORE infatti dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l'intelligenza.
Egli tiene in serbo per gli uomini retti un aiuto potente,  uno scudo per quelli che camminano nell'integrità, allo scopo di proteggere i sentieri della giustizia e di custodire la via dei suoi fedeli.

Allora comprenderai la giustizia, l'equità, la rettitudine, tutte le vie del bene.

Perché la saggezza ti entrerà nel cuore, la scienza sarà la delizia dell'anima tua, la riflessione veglierà su di te, l'intelligenza ti proteggerà; essa ti scamperà così dalla via malvagia, dalla gente che parla di cose perverse, da quelli che lasciano i sentieri della rettitudine per camminare nelle vie delle tenebre, che godono a fare il male e si compiacciono delle perversità del malvagio, i cui sentieri sono contorti e percorrono vie tortuose.

Ti salverà dalla donna adultera, dalla infedele che usa parole seducenti, che ha abbandonato il compagno della sua gioventù e ha dimenticato il patto del suo Dio. (Proverbi 2:1-17)

 

Il principio della saggezza è il timore del SIGNORE, e conoscere il Santo è l'intelligenza. (Proverbi 9:10)

 

C'è grande sicurezza nel timore del SIGNORE; egli sarà un rifugio per i figli di chi lo teme. Il timore del SIGNORE è fonte di vita e fa evitare le insidie della morte. (Proverbi 14:26-27)

 

Il timore del SIGNORE conduce alla vita; chi l'ha si sazia, e passa la notte senza essere visitato dal male. (Proverbi 19:23)

 

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Chi è l'uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?

 

La domanda che pone Davide in questo salmo è retorica, chi non desidera la vita? ,chi non brama lunghi giorni per poter gioire del bene?

Ogni uomo sano di mente cerca queste cose, ma lo stolto (l’empio) cerca di ottenerlo senza Dio, ed oggi più che mai assistiamo ai goffi tentativi di ottenere le benedizioni che Dio ha preparate per coloro che Lo temono, da parte di coloro che cercano di ottenerle con la vanità

ma è ancora più triste vedere coloro che dovrebbero avere compreso questo, che cercano ancora di saziarsi dei beni di questo mondo corrotto, cercando le soddisfazioni terrene come se fossero ancora nell’empietà!

Solo con il Signore possiamo realizzare di vivere lunghi giorni per poter gioire del bene:

Il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:16-18)

 

***

Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.

Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa.

 

Per l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorno per vivere bene, ci sono delle sane direttive.

Davide, che ha conosciuto come l’azione del malvagio sia lo scoccare le frecce (le parole) ingiustamente, ,ha sperimentato come la tentazione (per chi riceve accuse ingiuste) sia quella di rispondere nello stesso modo, ,ci insegna (per sua personale esperienza) che la direttiva per chi teme il Signore è quella di non fare come loro, ,trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.

Questa esortazione la troviamo anche come caratteristica di colui che è beato della beatitudine del Regno celeste:

Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte.

Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. (Salmo 1:1-3)

 

Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello.

In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero della vita.

Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni.

Non ci sarà più nulla di maledetto.

Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte.

Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli. (Apocalisse 22:1-5)

 

Ma il timorato di Dio non si limita a “non reagire”, è chiamato ad avere una reazione esattamente opposta, allontànati dal male e fa' il bene:

Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare; se ha sete, dagli dell'acqua da bere; perché, così, radunerai dei carboni accesi sul suo capo, e il SIGNORE ti ricompenserà. (Proverbi 25:21-22)

 

Gesù ha infatti insegnato questo:

Non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello.  Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?

Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto?

Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste. (tratto da Matteo 5:39-48)

 

E l’insegnamento apostolico è coerente con l’insegnamento del Maestro:

Non rendete a nessuno male per male.

Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini.

Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini.

Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore.

Anzi, «se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo».

Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. (Romani 12:17-21)

 

,non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione.

Infatti: «Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso; fugga il male e faccia il bene; cerchi la pace e la persegua; perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro preghiere; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male». (1 Pietro 3:9-12)

 

 cerca la pace e adoperati per essa.

 L’attività del timorato di Dio è quindi il non reagire nello stesso modo dell’empio, ,egli ha altre risorse (rende il bene), e si impegna a cercare la pace (cerchi la pace e la persegua, scrive Pietro), si adopera per essa, (per esempio pregando), per uno scopo ben preciso:

Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. (1 Timoteo 2:1-2)

 

Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. (Efesini 5:16)

 

Comportatevi con saggezza verso quelli di fuori, ricuperando il tempo.

Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno. (Colossesi 4:5-6)

 

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Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido.

Il volto del SIGNORE è contro quelli che fanno il male per cancellare dalla terra il loro ricordo.
I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie.

Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito.

Molte sono le afflizioni del giusto; ma il SIGNORE lo libera da tutte.

 

In questa descrizione “quasi fisica” dell’Eterno, possiamo vedere come Davide “disegna e percepisce” come Egli abbia creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza:

 

l’Eterno ha gli occhi che vedono, e trasmettono luce e saggezza sui giusti, che a loro volta sono illuminati e risplendono come stelle nella notte annunciando la Gloria di Dio (cfr Salmo 19:1)

l’Eterno ha le orecchie che odono e sono attente al grido dei giusti, Egli soccorre i Suoi nelle loro afflizioni.

l’Eterno ha un volto, un volto tremendo per chi non è giusto, un volto che uccide il profano per cancellare dalla terra il ricordo dei malvagi.

 

Questa espressione è probabilmente ripresa da una immagine del libro del Levitico:

Chiunque dei figli d'Israele o degli stranieri che abitano in Israele sacrificherà uno dei suoi figli a Moloc dovrà essere messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. 

Anche io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo eliminerò dal mezzo del suo popolo, perché avrà sacrificato dei figli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. 

Se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo sacrifica i suoi figli a Moloc, e non lo mette a morte, io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia e li eliminerò dal mezzo del loro popolo, lui con tutti quelli che come lui si prostituiscono a Moloc.

Se qualche persona si rivolge agli spiriti e agli indovini per prostituirsi andando dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona, e la toglierò via dal mezzo del suo popolo. (Levitico 20:2-6)

 

l’Eterno opera in favore dei giusti:

- ascolta il loro grido e li libera da tutte le loro disgrazie;

- è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto;

- salva gli umili di spirito.

 

Abbiamo imparato come la persecuzione e la afflizione del giusto siano un passaggio obbligato per molti motivi (cfr 1 Pietro 1:6), alcuni rivelati, altri da comprendere quando saremo con il nostro Signore fisicamente nel Suo Regno.

Sappiamo come le prove della fede siano utili a temprare, perfezionare e completare il credente (cfr Giacomo 1:2-8), ma abbiamo la promessa di Gesù stesso:   

Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)

 

***

Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno.

A questo punto Davide entra in un dettaglio che sappiamo essere profetico e realizzato proprio nella persona del Giusto per definizione, ,il nostro Signore Gesù Cristo:

Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via. 

I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all'altro che era crocifisso con lui; ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. 

Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. 

Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: «Nessun osso di lui sarà spezzato». (Giovanni 19:31-36)

 

Lo scheletro integro di Gesù ci parla della Sua Giustizia, ,la Sua “struttura interiore” integra Gli ha permesso di restare in piedi davanti al Giudizio di Dio, infatti Paolo scrive della Sua esteriorità come un uomo:

,Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l'essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell'esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce. (Filippesi 2:6-8)

 

***

 La malvagità farà perire il malvagio, quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli.

Questo versetto è illuminante circa l’Amore di Dio, ,Dio infatti non è il responsabile della morte dei malvagi, ,essi stessi si sono incamminati nella via della malvagità, ,e questa sarà la loro condanna.

Dio infatti, riprendendo i ribelli israeliti al tempo di Ezechiele dice:

Io vi giudicherò ciascuno secondo le sue vie, casa d'Israele», dice il Signore, DIO. «Tornate, convertitevi da tutte le vostre trasgressioni e non avrete più occasione di caduta nell'iniquità! Gettate via da voi tutte le vostre trasgressioni per le quali avete peccato; fatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo; perché dovreste morire, casa d'Israele? Io infatti non provo nessun piacere per la morte di colui che muore», dice il Signore, DIO. «Convertitevi dunque, e vivete (Ezechiele 18:30-32)

 

E Paolo lo conferma nella sua lettera a Timoteo:

Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 

Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo, e della quale io fui costituito predicatore e apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verità. (1 Timoteo 2:3-7)

 

Infatti Giovanni ci insegna:

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 

Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 

Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. 

Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. (Giovanni 3:16-19)

 

La conclusione del salmo di Davide è una dichiarazione della Giustizia di Dio in favore dei Suoi, ma assume una forma profetica che ci porta direttamente davanti al Signore Gesù Cristo, IL GIUSTO!

 

Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido,

 

Gesù Cristo il Giusto che stava pagando per gli ingiusti, caricando su di sé tutte le maledizioni e il giudizio che pesava su coloro che sono oggetto del riscatto per liberarli dalla mano di satana, ,ha gridato la sua disperazione:

Verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27:46 – Marco 15:34)

 

Gesù, gridando questo inizio del Salmo 22, ci rimanda proprio al contenuto di questo Salmo, che, alla luce dell’esperienza di Davide davanti al re filisteo assume un colore particolare:

- Gesù, l’uomo maledetto ed oggetto di giudizio, sembra passato dalla parte del nemico, proprio come Davide sembra passato nelle schiere dei suoi nemici;

- Gesù si sente abbandonato da Dio, proprio come Davide;

- Gesù si sente un verme, Davide si finge un pazzo;

- Gesù è l’oggetto delle beffe dei nemici, Davide è deriso ed umiliato per il suo comportamento;

- Gesù chiede da bere perché ha sete, Davide perde la bava dalla bocca;

- Gesù è attorniato dai pagani, Davide è attorniato anch’egli dai filistei;

- Gesù in tutto questo dà gloria a Dio, Davide ne testimonia la Sua fedeltà e lo farà in maniera ancora più evidente nel Salmo profetico:

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!

Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte, senza interruzione.

Eppure tu sei il Santo, siedi circondato dalle lodi d'Israele.

I nostri padri confidarono in te; confidarono e tu li liberasti.

Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furono delusi.

Ma io sono un verme e non un uomo, l'infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.

Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: «Egli si affida al SIGNORE; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!»

Sì, tu m'hai tratto dal grembo materno; m'hai fatto riposare fiducioso sulle mammelle di mia madre.

A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre.

Non allontanarti da me, perché l'angoscia è vicina, e non c'è alcuno che m'aiuti.

Grossi tori mi hanno circondato; potenti tori di Basan m'hanno attorniato; aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente.

Io sono come acqua che si sparge, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come la cera, si scioglie in mezzo alle mie viscere.

Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi si attacca al palato; tu m'hai posto nella polvere della morte.

Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori m'ha attorniato; m'hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le mie ossa.

Essi mi guardano e mi osservano: spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica.

Ma tu, SIGNORE, non allontanarti, tu che sei la mia forza, affrèttati a soccorrermi.

Libera la mia vita dalla spada, e salva l'unica vita mia dall'assalto del cane; salvami dalla gola del leone.

Tu mi risponderai liberandomi dalle corna dei bufali.

Io annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea.

O voi che temete il SIGNORE, lodatelo!

Voi tutti, discendenti di Giacobbe, glorificatelo, temetelo voi tutti, stirpe d'Israele!

Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del sofferente, non gli ha nascosto il suo volto; ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito.

Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea; io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.

Gli umili mangeranno e saranno saziati; quelli che cercano il SIGNORE lo loderanno; il loro cuore vivrà in eterno.

Tutte le estremità della terra si ricorderanno del SIGNORE e si convertiranno a lui; tutte le famiglie delle nazioni adoreranno in tua presenza.

Poiché al SIGNORE appartiene il regno, egli domina sulle nazioni.

Tutti i potenti della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendon nella polvere e non possono mantenersi in vita s'inchineranno davanti a lui.

La discendenza lo servirà; si parlerà del Signore alla generazione futura.

Essi verranno e proclameranno la sua giustizia, e al popolo che nascerà diranno com'egli ha agito.

(Salmo 22)

 

***

- LA PROMESSA DI DIO

Il SIGNORE riscatta la vita dei suoi servi, nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.

Questa promessa è la degna conclusione di questo salmo.

Coloro che amano il Signore non sono esenti dalle sventure della vita, ,anzi a queste si sommano le prove svariate che li temprano, ,li perfezionano e li completano, ,ma i servi dell’Eterno  hanno la promessa del riscatto, ,della liberazione dallo stato di schiavitù.

Una liberazione promessa da Dio stesso per mezzo del sacrificio espiatorio di Gesù Cristo che ci ha giustificati e resi graditi, ,giusti davanti al Padre, una liberazione garantita dalla caparra dello Spirito Santo che ci ricorda e ci guida in tutto questo cammino.

E la promessa certa è che nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.

 

***

CURIOSITA’

Considerando la struttura del testo ebraico si nota che questo versetto finale è davvero u riassunto dei motivi di lode, infatti il salmo è un acrostico (componimento poetico nel quale le prime lettere di ogni verso, lette per ordine, danno un nome o altre parole determinate): ogni versetto inizia con una lettera diversa secondo l’alfabeto ebraico, ma fra i versetti 5 e 6 manca una lettera, quindi l’acrostico termina con il versetto 21.

L’ultimo versetto, interrompe la sequenza, richiamando su di sé l’attenzione.

 

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 CONCLUSIONE

Davide nelle sue paure cadde nello sconforto, uno sconforto tale da mettersi con il nemico e fingersi pazzo per salvarsi la vita, un momento di debolezza, di dubbio circa la fedeltà del Signore, ma lo Spirito del Signore era con Lui anche in quel momento!

La stessa cosa vale per te e per me, il giorno in cui lo Spirito di Dio ci portò a Gesù e ci ha riscattato ed è venuto, per mezzo dello Spirito Santo, per stare accanto a noi, per dimorare con noi.

Nelle prove, nello sconforto, Egli è il nostro Consolatore!

A volte sembra che le cose vadano male ma Dio ha ogni cosa sotto controllo e la prova è dosata con cura, misurata, e mirata con il solo scopo di renderci perfetti, completi e di nulla mancanti.

Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. 

Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un'onda del mare,

agitata dal vento e spinta qua e là. 

Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, 

perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie. (Giacomo 1:5-8)

 

 

 Gianni Marinuzzi