Matteo Marinuzzi

 

Mi chiamo Matteo, sono nato nel 1993.

Sono un ragazzo di vent'anni che non può davvero lamentarsi di nulla: ho una splendida famiglia, sono in buona salute, e fino ad oggi ho vissuto una vita tranquilla e senza preoccupazioni.

Non so datare con precisione la mia conversione a Gesù Cristo: i miei genitori e la comunità di fratelli che frequento mi hanno da sempre parlato del Suo messaggio e di quello che Lui ha fatto per me.

Nonostante questo, ho preso la decisione di battezzarmi soltanto nel 2011, perché durante la mia adolescenza mi ero “stufato” di sentir parlare di Dio, avevo quasi un rifiuto.

Ritengo che questa sia una grande insidia che riguarda molti figli di credenti come me: il sacrificio di Cristo può diventare qualcosa di scontato, qualcosa a cui non si pensa, con il risultato di non riuscire a vivere il dono che Dio ci ha fatto.

L'Onnipotente, a differenza nostra, non si stufa di noi. Egli è fedele, il Suo amore non verrà mai meno.

Oggi posso dire di essere nato di nuovo, sono un figlio di Dio.

 

Voglio condividere questi versetti della Parola di Dio:

 

Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;

ma chi beve dell’acqua che io gli darò,

non avrà mai più sete,

anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui

sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna

(Giovanni  4:13-14)

Io sono la risurrezione e la vita;

chi crede in me, anche se muore, vivrà;

chiunque vive e crede in me,

 non morrà in eterno.”

(Giovanni  11:25)

 

Questa è la promessa di salvezza di Gesù Cristo, un dono gratuito, ottenuto per Grazia di Dio.

 

Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell'uno,

tanto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia

regneranno nella vita per mezzo di quell'uno che è Gesù Cristo.

Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini,

così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini.”

(Romani 5:17-18)

L'uomo deve soltanto riconoscere, accettare il sacrificio di Cristo, viverlo davvero,

poiché la salvezza non viene da noi, ma è un dono di Dio.

 

Concludo con questo passo biblico, tratto sempre dalla lettera ai Romani, che ci ricorda che se siamo davvero nati di nuovo in Cristo, siamo morti al peccato, perché Cristo lo ha vinto:


Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi?

No di certo! Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso?”

(Romani 6:1-2)


Matteo Marinuzzi